Fin dal suo sviluppo nei primi anni '90, la Tecnica di Libertà Emotiva (EFT), spesso chiamata semplicemente tapping, ha attirato l'attenzione di terapeuti che lavorano nella terapia cognitivo-comportamentale, nella terapia somatica, nel lavoro sull'attaccamento, nella mindfulness e in molti altri approcci.
Questo non significa che improvvisamente tutte queste scuole siano d'accordo su tutto.
Questo accade perché molti di loro riconoscono qualcosa di familiare.
Alla base della tecnica del tapping si celano diversi processi terapeutici che i clinici utilizzano da decenni: rimanere in contatto con emozioni difficili, regolare il sistema nervoso, sviluppare nuove esperienze emotive e aggiornare vecchi schemi di apprendimento.
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Cos'è l'EFT?
L'EFT, o Emotional Freedom Techniques, è un approccio mente-corpo che combina una leggera stimolazione di punti specifici del corpo con la focalizzazione dell'attenzione su un'esperienza emotivamente significativa.
Una persona potrebbe concentrarsi su un ricordo doloroso, un'emozione difficile, una sensazione fisica o una convinzione angosciante mentre picchietta su una sequenza di punti del viso e della parte superiore del corpo. Il processo è spesso accompagnato da affermazioni che riconoscono l'esperienza con apertura e accettazione di sé.
Sebbene la tecnica in sé sia straordinariamente semplice, l'EFT è oggi considerata un approccio basato sull'evidenza scientifica per una serie di problematiche psicologiche, tra cui il trauma. Durante il processo, molte persone notano che l'intensità emotiva inizia ad attenuarsi. I ricordi possono diventare meno opprimenti, le emozioni più facili da tollerare e a volte emergono nuove prospettive in modo naturale, senza bisogno di forzarle.
Le ragioni precise di questo fenomeno sono ancora oggetto di studio. Ciò che rende l'EFT particolarmente interessante è che i clinici di diverse tradizioni riescono a riconoscere, all'interno del processo, elementi terapeutici a loro familiari.
Esposizione e apprendimento emotivo
Un terapeuta cognitivo-comportamentale potrebbe riconoscere immediatamente il ruolo dell'esposizione graduale all'interno dell'EFT.
Anziché distogliere l'attenzione da ricordi o emozioni dolorose, la persona li porta intenzionalmente alla consapevolezza, rimanendo ancorata al momento presente. La guarigione spesso inizia quando i pazienti riescono ad affrontare queste esperienze gradualmente, in sicurezza e senza esserne sopraffatti. Questa esposizione delicata crea un'opportunità di apprendimento emotivo, anziché di continua evitazione.
Dal punto di vista della terapia cognitivo-comportamentale (TCC), il tapping potrebbe semplicemente rappresentare un altro modo per rimanere concentrati su materiale difficile abbastanza a lungo da fargli perdere parte della sua intensità.
Consapevolezza e regolazione del corpo
Gli approcci somatici partono da un presupposto diverso: le emozioni vengono vissute tanto attraverso il corpo quanto attraverso la mente.
Quando l'attenzione si sposta sulle sensazioni corporee – oppressione al petto, nodo allo stomaco, respiro superficiale – le persone spesso iniziano a notare cambiamenti che le sole parole potrebbero non cogliere.
L'EFT favorisce naturalmente questo tipo di consapevolezza interocettiva.
Anziché analizzare i pensieri, le persone sono incoraggiate a osservare ciò che accade all'interno del proprio corpo, rimanendo presenti all'esperienza. Molti clinici considerano questa combinazione di consapevolezza corporea e picchiettamento ritmico come un valido supporto alla regolazione del sistema nervoso, che rende le emozioni difficili più gestibili senza però respingerle.
Sicurezza emotiva e attaccamento
Molte persone crescono credendo che le emozioni difficili debbano essere nascoste, giudicate o sopportate in solitudine.
Il linguaggio comunemente usato nell'EFT mette delicatamente in discussione tale aspettativa.
Le terapie focalizzate sull'attaccamento adottano un approccio simile: invece di chiedersi "Cosa prova questa persona?" , si chiedono "Come ha imparato questa persona a reagire a ciò che prova?".
Riconoscere il dolore emotivo e al contempo rispondere con curiosità, accettazione e compassione crea un'esperienza diversa, in cui le emozioni difficili non devono più essere affrontate con critica o evitamento.
Nel tempo, queste esperienze ripetute possono aiutare le persone a sviluppare un rapporto interiore più stabile con se stesse.
Riconsolidamento della memoria
Le ricerche sul riconsolidamento della memoria suggeriscono che un cambiamento duraturo diventa possibile quando un vecchio apprendimento emotivo viene attivato mentre contemporaneamente si verifica una nuova esperienza incompatibile.
Il semplice ricordo di un evento traumatico raramente è sufficiente.
Il cervello ha bisogno anche di prove che qualcosa di importante sia cambiato.
Durante l'EFT, le persone spesso mantengono nella consapevolezza un ricordo emotivamente carico, sperimentando al contempo una maggiore calma, sicurezza o autocompassione rispetto a quella che provavano quando il ricordo si è formato originariamente.
Molti clinici considerano questo abbinamento come una possibile spiegazione del perché le reazioni emotive a volte cambiano più rapidamente di quanto la sola consapevolezza lascerebbe intendere.
Consapevolezza consapevole
La mindfulness ci incoraggia a osservare pensieri, emozioni e sensazioni corporee senza cercare di modificarli immediatamente.
Questo stesso atteggiamento permea l'intero approccio EFT.
Anziché combattere ansia, tristezza, rabbia o paura, le persone sono invitate a notare ciò che è presente con apertura e curiosità.
Paradossalmente, le esperienze emotive diventano spesso più facili da superare quando smettiamo di opporre resistenza.
Che la si definisca consapevolezza, accettazione o elaborazione emotiva, l'esperienza di fondo è straordinariamente simile.
Diverse mappe dello stesso processo
Uno degli aspetti più interessanti dell'EFT è che ci ricorda qualcosa di più ampio che riguarda la psicoterapia.
Gli approcci terapeutici spesso appaiono molto diversi in superficie. Utilizzano linguaggi, teorie e tecniche differenti.
Eppure, a ben guardare, molti di questi approcci condividono processi terapeutici comuni: rimanere presenti di fronte a esperienze difficili, regolare l'attivazione emotiva, portare consapevolezza al corpo, creare nuovi apprendimenti emotivi e rispondere a noi stessi con maggiore compassione.
Piuttosto che appartenere esclusivamente a una singola scuola di terapia, questi processi sembrano rappresentare percorsi comuni attraverso i quali avviene la guarigione.
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